Pembrolizumab: nuove speranze nella lotta al mesotelioma?

Pembrolizumab: nuove speranze nella lotta al mesotelioma?

Nel corso dell’ultima riunione annuale della American Association for Cancer Research sono stati presentati i risultati di uno studio dell’Università del Pennsylvania sull’efficacia del farmaco Pembrolizumab – anche noto come MK-3745 o Lambrolizumab – nei casi di mesotelioma pleurico maligno.

Come molti di voi sapranno, il mesotelioma è un tumore generalmente correlato all’esposizione all’amianto che può coinvolgere la pleura, il peritoneo, il pericardio o la cavità vaginale dei testicoli. Cancro dalla diagnosi spesso tardiva, il mesotelioma presenta una lunga latenza (solitamente tra i 20 e i 40 anni) e tassi di sopravvivenza media molto bassi.

La sperimentazione dei ricercatori dell’Università della Pennsylvania ha dimostrato l’efficacia del farmaco Pembrolizumab in molti casi di mesotelioma: stando al loro studio il farmaco ha avuto successo nel 76% dei casi monitorati, riducendo o rallentando la diffusione del mesotelioma.

25 pazienti sono stati sottoposti alla sperimentazione: 7 di loro hanno sperimentato la riduzione del mesotelioma e 12 hanno evidenziato un’interruzione della diffusione del tumore.

Il co-direttore del Penn Mesothelioma and Pleural Program, il Professor Evan W. Alley, ha spiegato che la sperimentazione non ha evidenziato alcun effetto indesiderato sui pazienti e si è dichiarato entusiasta di questi primi risultati: le terapie finora utilizzate per il mesotelioma pleurico maligno in stato avanzato danno risposte in meno del 10% dei malati.

Siamo di fronte ad un grande passo avanti della ricerca scientifica nella lotta contro il mesotelioma? Ancora non possiamo saperlo, ma di certo si accende una nuova speranza per molte delle vittime di quella tragedia evitabile chiamata “amianto”. E non è poco.

Europa
[Foto di copertina | Pixabay | Licenza CC0]

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