Lo smaltimento dei rifiuti elettronici come occasione di sviluppo

Lo smaltimento dei rifiuti elettronici come occasione di sviluppo

Non abbandonare il tuo vecchio frigorifero ai margini della strada.

Non gettare il tuo cellulare prima generazione tra i rifiuti indifferenziati.

Un corretto smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici diminuisce la loro pericolosità e favorisce il recupero dei materiali utilizzati!

La quantità di rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) cresce esponenzialmente di anno in anno tenendo il passo con il cosiddetto “processo di digitalizzazione” mondiale.

Secondo il Rapporto Annuale di Legambiente, nel 2012 sono stati prodotti in Italia 800 mila tonnellate di “E-Waste“. Sempre stando ai dati riportati dall’organizzazione, il 70% dei RAEE viene smaltito in modo illegale alimentando i profitti delle ecomafie e mettendo in pericolo la salute pubblica.I Raee sono rifiuti pericolosi e, come tali, devono essere trattati e smaltiti seguendo procedure a garanzia dell’incolumità delle comunità e dell’ambiente.

Un corretto smaltimento di questi rifiuti può, inoltre, sostenere il riciclaggio delle materie che li compongono, riducendo notevolmente l’impatto ambientale della produzione di beni tencologici.

Nei Raee si possono trovare più di sessanta elementi della tavola periodica e moltissime sostanze tossiche tra cui, ad esempio, il cadmio – materiale la cui estrema nocività per la salute umana è stata a lungo decisamente sottovalutata -, metalli pesanti come piombo e mercurio, gas serra.

Un telefono cellulare, ad esempio, può contenere anche 40 elementi come rame, stagno, cobalto, indio, antimonio, argento, oro, palladio, litio.

Tra il 2009 e il 2013 le forze dell’ordine hanno sequestrato ben 299 discariche abusive di Raee: l’interesse delle organizzazioni criminali nei rifiuti elettrici ed elettronici è scatenato dalla presenza nei loro componenti di materiali strategici e delle cosiddette “terre rare“, la cui estrazione è quasi un’esclusiva cinese.

Inoltre, larga parte dei rifiuti elettronici prodotti dai cittadini europei vengono esportati nei Paesi dell’Africa occidentale: secondo uno studio di UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) ed Öko (Istituto tedesco di Ecologia Applicata), nel 2009 i Paesi dell’Unione Europea vi hanno inviato 220mila tonnellate di prodotti elettrici ed elettronici. In Ghana solo il 30% della componentistica elettronica arrivata dall’Europa era riutilizzabile: “computer obsoleti, frigoriferi, televisori, telefoni cellulari e altri dispositivi sono depositati sistematicamente in discariche incontrollate in Africa, ponendo in seria minaccia la salute umana e l’ambiente”.

Trattare e smaltire in modo corretto i rifiuti pericolosi garantisce la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente. Nel caso dei rifiuti elettrici ed elettronici, può diventare un’importante occasione di risparmio delle risorse naturali e di sviluppo per i Paesi più poveri.

[foto di copertina | India Bangalore Victor Grigas | Victorgrigas | Licenza CC BY-SA 3.0]

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