Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amianto

Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amianto

La legge 257/1992 sulla cessazione dell’impiego dell’amianto porterà ad un’importante riduzione dei casi di mesotelioma: lo suggerisce uno studio dell’Unità Locale Socio Sanitaria di Padova effettuato sulla popolazione della Regione Veneto, pubblicato dal “The International Journal of Cancer Epidemiology”.

Tuttavia, secondo la Mappatura (tuttora in corso) di Inail, ministero dell’Ambiente e Regioni, i siti italiani contaminati da amianto sarebbero ancora 34mila per circa 32 milioni di tonnellate: il cammino pare molto lungo e, se il ritmo delle bonifiche non aumenterà, saranno necessari altri 85 anni per neutralizzare il pericolo.

Il mesotelioma è una patologia attualmente non curabile legata all’inalazione di particelle d’amianto. La malattia presenta un lungo periodo di incubazione che varia dai dieci ai cinquant’anni: il picco di morti per mesotelioma è previsto per il prossimo decennio.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, in Italia sono circa 5mila ogni anno i decessi per malattie causate dall’amianto (1500 per mesotelioma).

La mancata rimozione dell’amianto e le bonifiche fai-da-te mettono a rischio la salute di tutti.

Meno eternit è più eternità, per abbattere il pericolo-amianto è necessario che alle norme si accompagnino consapevolezza, impegno e senso civico: risultano essenziali una corretta informazione sui rischi, continue azioni di monitoraggio, interventi di aziende competenti e qualificate.

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