Ecoreati: nuove norme a tutela dell’ambiente

Ecoreati: nuove norme a tutela dell’ambiente

Il Disegno di Legge 1345-B, approvato ieri 19 maggio in via definitiva dal Senato, introduce nell’ordinamento italiano nuove norme a tutela dell’ambiente.

Di seguito, in sintesi, le principali novità previste dal provvedimento.

  • Il reato d’inquinamento ambientale si configura per chiunque cagioni “una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna”. Il reato è punibile con una reclusione da 2 a 6 anni e con una multa dai 10.000 ai 100.000 euro. La pena è aumentata se il reato è avvenuto in zona sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali, storici, artistici, architettonici o archeologici o in danno di specie animali o vegetali protette. Se da inquinamento ambientale deriva una lesione personale (malattia di durata superiore a venti giorni) viene applicata una pena della reclusione compresa tra due anni e sei mesi e sette anni; se ne deriva una lesione grave la pena della reclusione prevista è compresa tra i tre e gli otto anni, se gravissima tra i quattro e i nove anni; se ne deriva la morte la pena della reclusione sarà compresa tra i cinque e i dieci anni. In caso di lesioni o morte di più persone si applica la pena prevista per l’ipotesi più grave aumentata fino al triplo (fermo restando il limite di venti anni di reclusione)
  • Il delitto di disastro ambientale è punito con una reclusione da 5 a 15 anni. L’articolo definisce come disastro ambientale “l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema; l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo”. La pena è aumentata se il reato è avvenuto in zona sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali, storici, artistici, architettonici o archeologici o in danno di specie animali o vegetali protette.
  • “Salvo che il fatto costituisca più grave reato” il traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività “è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000” quando avviene in maniera abusiva. La pena è aumentata se dal fatto deriva pericolo di compromissione o deterioramento dell’ambiente. Se dal fatto deriva pericolo per la vita o per l’incolumità delle persone, la pena è aumentata fino alla metà.
  • L’impedimento del controllo ambientale e di sicurezza e di igiene sul lavoro è un reato punito con una reclusione dai sei mesi ai tre anni.
  • “Salvo che il fatto costituisca più grave reato”, l’omessa bonifica è punita con una reclusione da uno a quattro anni e una multa da 20.000 a 80.000 euro.
  • Quando i reati di inquinamento ambientale o disastro ambientale avvengono per colpa (e non per dolo) le pene vengono ridotte fino ad un massimo di due terzi.
  • Il DDL ha introdotto un’aggravante ambientale per tutti i reati previsti dall’ordinamento se avvenuti  con lo scopo di compiere un delitto contro l’ambiente.
  • La pena viene diminuita dalla metà a due terzi (ravvedimento operoso) per chi si adopera ad evitare che l’attività illecita porti conseguenze ulteriori o provvede concretamente alla messa in sicurezza o alla bonifica prima dell’apertura del dibattimento di primo grado. Chi collaborerà concretamente con l’autorità di polizia o giudiziaria avrà diritto ad una diminuzione della pena da un terzo alla metà.
  • In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività e impedimento del controllo “è sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato”. La confisca non avviene qualora l’imputato abbia provveduto alla messa in sicurezza e bonifica.
  • Sono previste aggravanti per l’associazione allo scopo di commettere delitti contro l’ambiente o “all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o di servizi pubblici in materia ambientale”. Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se dell’associazione fanno parte pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio.
  • Il Procuratore della Repubblica che procede per delitti contro l’ambiente deve darne notizia al Procuratore Nazionale Antimafia.
  • I tempi di prescrizione per i reati contro l’ambiente sono raddoppiati.

Il provvedimento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

[Foto di copertina | Pixabay | Licenza CC0]

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