Anche i cani muoiono d’amianto

Anche i cani muoiono d’amianto

Proprio come negli esseri umani, i casi di mesotelioma maligno negli animali possono esser fatti risalire ad un’esposizione alle fibre di amianto.

Occorre fare attenzione alle abitudini dei nostri animali domestici: cani e gatti potrebbero, nelle loro passeggiate, incorrere in un’esposizione diretta all’amianto e trasportarne fibre in casa attraverso le loro zampe e la loro pelliccia, mettendo a rischio non solo la propria salute ma anche quella dei suoi padroni.

Studi veterinari hanno rilevato come l’esposizione a pesticidi (ad esempio il pentaclorofenolo, utilizzato in erbicidi, alghicidi, defolianti, conservanti del legno, germicidi o fungicidi) possa aumentare il rischio di sviluppare un mesotelioma.

Il mesotelioma e i cani

Nei cani la malattia si manifesta con tempi diversi ma non è differentemente letale: nell’uomo il mesotelioma ha un tempo di latenza che può durare anche cinquant’anni; nei cani l’insorgenza della patologia avviene al massimo otto anni dopo l’esposizione.

Alcune statistiche hanno mostrato come gli esemplari maschi ed alcune specie di cane (Bovaro delle Fiandre, Setter Irlandese e Pastore Tedesco) siano maggiormente a rischio.

Come accade negli esseri umani, la maggior parte dei casi di mesotelioma riguardanti cani colpisce la pleura e sono affrontati con cure che attualmente risultano non risolutive ed estremamente costose.

Persino le piante soffrono l’amianto

L’amianto mina la salute di ogni essere vivente: uno studio indiano del 2007 ha mostrato come l’amianto abbia effetti tossici persino sulle specie vegetali.

Limitare le conseguenze dell’utilizzo fatto dell’amianto nel corso del novecento non è una possibilità ma una necessità: rimuovere e smaltire in modo sicuro questo pericoloso materiale è una responsabilità che dobbiamo assumerci nei confronti dell’ambiente e delle future generazioni.

Per approfondire:
[Foto di copertina | Pixabay | Licenza CC0]

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