Amianto: il 60% delle vittime proviene dall’Europa

Amianto: il 60% delle vittime proviene dall’Europa

Il 60% delle vittime dell’amianto proviene dall’Europa.

Pur ospitando solamente il 13% della popolazione mondiale, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano come avvenute nel vecchio continente il 56% delle morti per mesotelioma e il 41% dei decessi per asbestosi.

Tali percentuali sono riportate nel rapporto “Asbestos: use, bans and disease burden in Europe” dell’Oms, ente che non esita a definire l’Europa “centro mondiale storico d’utilizzo dell’amianto” e attuale “centro globale delle malattie asbesto-correlate“.

L’Italia registra uno dei tassi d’incidenza più alti per il mesotelioma (10,3 vittime ogni milione di abitanti) ma, fortunatamente, uno dei più bassi per l’asbestosi (0,3 vittime ogni milione di abitanti).

Lo studio apre ad una speranza: se nel corso del ventesimo secolo l’uso massiccio di amianto in Europa ha determinato la diffusione di tali malattie, i Paesi europei che hanno proibito l’utilizzo dell’asbesto conosceranno negli anni una notevole riduzione del numero delle vittime.

Tra i Paesi che hanno messo al bando l’amianto c’è anche l’Italia.

Malgrado le notizie degli ultimi giorni che vogliono ancora oggi l’Italia tra le nazioni importatrici di amianto dall’India in spregio di ogni divieto, legge e rispetto della salute, l’obiettivo deve essere quello di ridurre il tasso d’incidenza delle malattie asbesto-correlate ad una percentuale prossima allo zero.

Per poter raggiungere lo scopo è necessario non solo che le leggi in materia siano rispettate ma anche – e soprattutto – che le bonifiche d’amianto procedano a spron battuto e siano eseguite esclusivamente da professionisti autorizzati, preparati al caso e capaci di annullare ogni rischio.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *