5 cose da sapere sull’inquinamento delle acque da metalli pesanti

5 cose da sapere sull’inquinamento delle acque da metalli pesanti

Di cosa parliamo quando parliamo di metalli pesanti?

Il termine metalli pesanti si riferisce ad alcuni elementi chimici presenti nella crosta terrestre – tra questi, ad esempio, il rame, lo zinco, l’alluminio, il piombo, il mercurio, il nichel, il cobalto e il cromo.

Quindici metalli pesanti – arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, stagno, vanadio e zinco – sono richiesti dal corpo umano per assolvere importanti funzioni metaboliche: se assorbiti in grandi quantità, tuttavia, questi elementi risultano tossici e pericolosi per la salute.

I restanti metalli pesanti sono tossici anche quando assorbiti in quantità minime.

Metalli pesanti: come riescono a contaminare le acque?

Lo sviluppo industriale e la conseguente urbanizzazione, i troppi scarichi industriali incontrollati e un’inconsapevole gestione dei rifiuti, hanno portato ad un incremento esponenziale delle quantità di metalli pesanti nelle acque.

La contaminazione da metalli pesanti delle acque, tuttavia, non avviene necessariamente mediante intervento umano: presenti nel suolo e nelle rocce, da qui questi elementi finiscono facilmente disciolti in fiumi, torrenti e falde acquifere.

Le acque italiane: quanto sono contaminate da metalli pesanti?

I dati dell’ultimo studio di Legambiente sull’argomento ci dicono che nel 2011 sono finite nelle acque italiane 140 tonnellate di metalli pesanti: 51 tonnellate di zinco, 31 tonnellate di nickel, 31 tonnellate di cromo, 12,7 tonnellate di piombo, 9 tonnellate di rame, 4,85 tonnellate di arsenico, 1,84 tonnellate di cadmio e 258 chili di mercurio.

Nessun Paese in Europa immette nelle acque più arsenico, cadmio, mercurio e nickel dell’Italia.

Quali effetti ha sull’uomo l’esposizione a metalli pesanti?

I sintomi e gli effetti variano a seconda della dose e del metallo.

In generale, sono le esposizioni prolungate a portare le conseguenze più gravi: diverse forme di cancro e danni al sistema nervoso – centrale e periferico – e a quello circolatorio.

Come possiamo ridurre la contaminazione delle acque da metalli pesanti?

In primo luogo possiamo ridurre la contaminazione rispettando le normative italiane ed europee su scarichi industriali ed emissioni.

Potremmo, poi, bonificare e riqualificare i siti, le falde acquifere e i corsi d’acqua inquinati da quantità eccessive ed innaturali di questi metalli.

Dobbiamo, infine, prestare sempre attenzione ai materiali utilizzati, differenziando e smaltendo correttamente i nostri rifiuti.

[Foto di copertina | Pixabay | Licenza CC0]

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